MAGAZZENO STORICO VERBANESE

... a partire da un'idea di Giovanni Andrea Binda (1803-1874)

Indice

Presentazione, di Consiglio Direttivo MSV (p. 3)

Le origini romane di Bèe: un puzzle in via di composizione, di Elena Poletti Ecclesia (p. 7)

Santa Barbara, il fulmine e la morte. Indagine su un quadro nella parrocchiale di Rovegro, di Fanny Autelli (p. 15)

Dedicazioni e devozioni nelle terre delle Vallintrasche, di Dorino Tuniz (p. 25)

Un Amilcare per l’altro. Ricordo di don Amilcare Armani, fotografo di rally, di Novello Caretti (p. 39)

Dai comuni elettivi ai podestà. La “normalizzazione” fascista nel circondario di Pallanza, di Renato Negro (p. 47)

Il fucile e il facchino. Francesco Ferri, umile patriota nelle Cinque Giornate di Milano, di Danilo Minocci (p. 75)

Plebea regina di Tregugno, di Paolo Crosa Lenz (p. 107)

Un “tuchetìn” di storia di Bèe, di Guido Canetta (p. 111)

“All’aeroporto ci aspettavano con fiori lacrime e abbracci”: Maria Peron, lettera dalla Georgia, di Fabio Copiatti (p. 127)

“Omaggio a Don Giacomo Baronio, di Giacomo Ramoni (p. 133)

Il capitano Giacomo Bove, di Pietro Pisano (p. 143)

In itinere Vallis Intraschae, a cura di G. Corbellini e G. Civelli (p. 155)

Dolce come una mela di Sofia Benzi, dolce come il miele di Margherita Rigoli (Corte Velina, Anni ’90 del Novecento)
Massimo cultor di libri… e piante (Cannero, 1862)
In canottone da Bèe a Milano
Dolce prosa per una dura valle (Valgrande, 1933)

Indice

Presentazione, di Fabrizio Pagani (p. 5)

Le valli intrasche nella pre e protostoria, di Elena Poletti Ecclesia (p. 7)

”Vi è abuso di segnare le persone et animali con parole vane et superstizione”. Guaritrici e sospette streghe nelle valli intrasche, di Fabio Copiatti (p. 29)

Un acuto osservatore delle realtà territoriali. Carlo Bascapè e la circoscrizione di Intra e delle valli intrasche, di Dorino Tuniz (p. 39)

La voce dell`acqua. Storia e storie del torrente S. Bernardino, di Silvano Paracchini (p. 47)

Arti e mestieri in Valle Intrasca, di Chiara De Franceschi (p. 61)

Le tre morti del patriota, di Danilo Minocci, Carlo Alessandro Pisoni, Roberto Troubetzkoy (p. 77)

Bée: il Liberty dell`Anglo Bar Ristorante, di Enzo Ettore Parmigiani (p. 101)

Pian Nava, la ”Madonna della Neve” e una sconosciuta pittrice: Maria Donati Casassa, di Fanny Autelli (p. 115)

”I Tedeschi sembravano dappertutto”. Piaggia e la Resistenza, di Associazione Il Dragone di Piaggia (p. 127)

In itinere Vallis Intraschae, a cura di Fabio Copiatti, Carlo Alessandro Pisoni (p. 137)

Di masso in masso, di coppella in coppella (Valle Cannobina, 2016)
”Si giocava con i fagioli”: Nuove segnalazioni di giochi incisi tra Cannobina, Ossola e Verbano (Miazzina, Orasso, Vogogna, 2016)
Antiche devozioni (e buone bevute) (S. Salvatore di Cargiago, 1767)
Il ”Capel ad l`acqua” di pastori e boscaioli (valli verbanesi e ossolane, XIX-XX sec.)
Giacinto Minesi, oste verbanese e patriota italiano (Milano, 1870)
Alberghi gremiti, disagi assicurati (Miazzina, 21 agosto 1911)

Chi fosse interessato all’acquisto di copie del volume è pregato di rivolgersi all’Archivio Storico Diocesano di Milano (archivio@diocesi.milano.it)

 

Il ricordo, preziosa eredità di gente che giunge sul limitare della vita, si trasforma in narrazione e racconto. Le storie sono liete, anche se non di rado venate di malinconia, di rimpianto per la gioventù tramontata, per gli amici persi, le consuetudini famigliari abbandonate… Ma questi brevi racconti servono ai “nonni del Monsignor Comi” per trasmettere a noi, che spesso viviamo in modo superficiale e disordinato, ma soprattutto insoddisfatto, il prezioso insegnamento di come un tempo si viveva, magari in maniera più grama e sofferta, ma più semplice, vera e spontanea.

Indice sommario:

Gianluca Vissi Parole di saluto

Fabrizio Pagani, Introduzione

Anita Mandelli – Elena Brocchieri Motivi di una storia

I – Cicogne e cavoli

II – Il mio Asilo

III – Dall’Asilo alla Scuola

IV – Primo giorno di scuola

V – Ricordi di prima elementare

VI – Le nostre mamme

VII – Abbiamo lavorato tanto

VIII – Il primo bacio non si scorda mai

IX – Il canto del tempo: la campana

X – I malanni e le loro cure

 

 

Gente di Lago 1. Storie e Racconti del Lago Maggiore“, è la seconda edizione riveduta e corretta di un volume composto da racconti, per un totale di 164 pagine, arricchite da 100 immagini, il tutto in formato 22×22, interamente a colori, a cura di otto autori. Le storie di lago che spaziano nel golfo Borromeo, Piana del Toce, Pallanza, Cannero, Cannobio (gare di Canottaggio tra Otto e Novecento), Germignaga, Montegrino Valtravaglia, lago in genere (“L’ospite, una storia di Natale di lago”, di Maria Lina Bocchetta). Il tutto è corredato da una messe di immagini: rarissime stereoscopie del 1860-70, foto di villaggi di pescatori (Carciano, Monvalle) e di montagna a inizio Novecento, fotografie di premiazioni e campioni del canottaggio nostrani degli Anni ’10, ’30, ’40, delle Isole Borromee: che completano la narrazione di vicende umane mai raccontate prima.

Artisti, imprenditori svizzeri evangelici, predicatori riformati … personaggi che affollarono il Verbano tra i due
secoli scorsi, influenzandone la vita sociale, economica, culturale.

Giuseppe Rinaldi (1870-1948), giunto a Intra nel 1900 dalla natìa Bergamo, ebbe la fortuna di respirare quell’aria per quasi ottant’anni, aggiungendovi pure gli stimoli d’un soggiorno pluriennale in Argentina. Dalla ricca raccolta iconografica e documentale dell’Appenzeller Museum di Bodio Lomnago, in provincia di Varese (www.museoappenzeller.it) prende forma il racconto di Liborio Rinaldi, nipote del pittore: quasi romanzo variopinto e poliedrico affresco d’un Verbano inatteso e sorprendente.

Liborio Rinaldi, ingegnere, da quando ha cessato di operare nella ditta di informatica sanitaria fondata nel 1984, s’è dedicato alla realizzazione dell’Appenzeller Museum, che, nato come raccolta di cimeli di famiglia, vanta oggi una collezione di oltre 60.000 “pezzi”.

Datemi il sole, prima collaborazione dell’Appenzeller Museum con il sodalizio del Magazzeno Storico Verbanese, è il modo in cui Liborio Rinaldi ricorda il centocinquantesimo anniversario della nascita del nonno pittore.

 

 

Antonio Dal Masetto. Pagine tra Verbano e Argentina

L’Associazione Culturale LetterAltura (Verbania) ha convintamente organizzato, cooperando con studiosi di vaglia di qua e di là dell’Atlantico, una giornata di studio dedicata allo scrittore
italo-argentino Antonio Dal Masetto (Verbania Intra, 14 febbraio 1938 – Buenos Aires, 2 novembre 2015), offrendo con queste Pagine tra Verbano e Argentina uno sguardo a tutto
campo sulla sua vigorosa personalità e sulle sue peculiari qualità letterarie.
Dal Masetto seppe amalgamare mondi culturali diversi, interpretati attraverso la lente di una rara sensibilità di migrante, e mantenendo un ricordo indelebile della terra natìa. Dal Masetto si pone quindi indiscutibilmente nella letteratura argentina e mondiale, dimostrando a pieno titolo la passione di un uomo che fa della scrittura la propria ragione di vita. Emigrato in Argentina con la madre e la sorella Margherita nel giugno 1950, dopo difficili inizi diviene celebre e premiato autore di racconti, novelle, romanzi e sceneggiature di film. Sue opere appaiono in Italia con i titoli di È sempre difficile tornare a casa (Einaudi), Oscuramente forte è la vita (Omicron), Strani tipi sotto casa (Le Lettere), Bosque (Le Lettere), Il sacrificio di Giuseppe (La Nuova Frontiera).

 

Aa.Vv. Gente di Lago 2. Nuove storie, Nuovi racconti per il lago Maggiore

L’antica umanità di Lago Maggiore, delle terre e dei monti che gli fan corona, si rivela nelle pagine di questo volume: una umanità raccontata con affetto, spesso con una vena di lieve
umorismo, talora con una punta di malinconia. Dopo il successo della prima serie, ecco altri racconti offerti al lettore da appassionati cantori del lago Maggiore: insieme a Marco Zacchera, Ivan Spadoni, Carlo Alessandro Pisoni propongono le proprie storie Gianni Ottolini, Enrico De Agostini, Michele Guglielmetti. Come nella prima edizione, si tratta di persone che ben conoscendo i luoghi amati, le sponde verbanesi Grassa e Magra, sanno trasfondere nei racconti passioni e sentimenti naturali e semplici, come semplici e naturali sono i paesaggi e la gente del nostro gran
Verbano. In più, in questa seconda serie di racconti si fa prevalere di un poco il tema di lago e delle Isole, rispetto a quello più montano e di valle.

 

Fabio Pravettoni

L’ex oratorio dei santi Biagio, Francesco e Carlo 1620-2020