MAGAZZENO STORICO VERBANESE

... a partire da un'idea di Giovanni Andrea Binda (1803-1874)

Luino, 18 maggio 2019: inaugurazione del rinnovato Palazzo Verbania

Dal 18 maggio “il Verbania” di Luino, come è popolarmente in zona noto quello che già dal 1906 era detto “Kursaal” – secondo una denominazione cara alla Belle époque – torna a essere un vivace luogo di incontro, di cultura, di conservazione della memoria.

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Luino, 18 maggio 2019:
il rinnovato Palazzo Verbania si presenta all’Europa
Con piacere e commozione ripensiamo – attendendo che sabato 18 maggio si celebri l’evento della riapertura del rinnovato palazzo Verbania a Luino – a centodieci e più anni di vicende luinesi, italiane, europee, che son lentamente fluite nel tempo, quasi lambendo come l’acqua di lago le mura di fondazione di quello splendido edificio, sapientemente rinnovato e restaurato per la tenace volontà dell’amministrazione comunale di Luino. Esso rappresenta per l’antico borgo lacustre un orgoglio e una gemma perfettamente incastonata nel meraviglioso paesaggio verbanese. Dal 18 maggio “il Verbania”, come è popolarmente in zona noto quello che già dal 1906 era detto “Kursaal” – secondo una denominazione cara alla Belle époque – torna a essere un vivace luogo di incontro, di cultura, di conservazione della memoria; là vivranno e respireranno le carte di Piero Chiara e Vittorio Sereni, là si daranno appuntamento studiosi, letterati, musicisti, artisti… o semplicemente gli amanti delle cose belle: per sostare un momento, come i grandi passanti d’un tempo (scrittori politici compositori gente di lettere e di chiesa re imperatori pittori viaggiatori avventurieri), o come i semplici turisti d’ogni epoca… e in quel solo momento, in un unico istante, tutti costoro si innamoreranno irrimediabilmente delle nostre splendide rive verbanesi.
Il Kursaal di Luino, dove l’Europa respira sul Verbano
Kursaal ‹kùur∫aal› s. m., ted. [comp. di Kur «cura» e Saal «sala»]. – Casinò, o anche grande luogo di riunione per turisti in città di mare o di villeggiatura. Nell’uso internazionale, è frequente come nome di stabilimenti termali o balneari e di alberghi, di grandi caffè, sale da ballo, ecc. (Vocabolario Treccani).
Il Kursaal fu una rigogliosa manifestazione della Belle époque; essa, a propria volta, trova sul Verbano un ambiente ideale dove fiorire. A partire dal primo anno del nuovo secolo, Pallanza, Cannobio e Stresa (ma anche Locarno in Svizzera e poco oltre Varese con la sua atmosfera peculiare e il suo particolare scenario prealpino del Sacro Monte) si misurano con ideazioni e progetti di costruzioni di nuovi Kursaal, intuendo che la domanda di svaghi eleganti, formulata da turisti già di per sé affascinati dalle bellezze naturali e storiche del Verbano, va adeguatamente soddisfatta. Ma se a Pallanza le polemiche non mancano, dopo il 1901, anno in cui si vuole ipotizzare un Kursaal al posto del Caffè Bolongaro, per poi non farne nulla (e vedersi superare dalla sorella-rivale Intra dove a opera di due imprenditori locali si costruisce un Kursaal situato “presso la locale piazza d’armi”); e se sempre nel 1901 a Cannobio si comincia a realizzare un Kursaal di servizio delle terme che si vogliono lanciare turisticamente nel borgo, sono forse quelli di Luino e di Stresa i progetti più innovativi e caratterizzati da una marcata allure artistica.
In particolare, il Kursaal di Luino, pur nascendo con qualche anno di ritardo rispetto ai suoi simili sulle sponde verbanesi (la sua ideazione risale infatti al 1904 e si deve alla matita sicura e curata dell’architetto-ingegnere Giuseppe Petrolo) rappresenta forse il maggior risultato della ricerca di una eleganza di stile, conseguita con la sapiente distribuzione di pieni e vuoti, con l’andamento armonico delle grandi finestre che sembrano dialogare costantemente con il lago e lo scenario meraviglioso che quell’angolo di Verbano luinese offre ai turisti; un lago che la geniale ideazione di una sorta di triplice terrazza, digradante dal cielo del Kursaal fino a quasi il pelo d’acqua, consente di godere in tutte le sue declinazioni di stagioni e umori meteorologici e climatici.
Il Kursaal luinese, prima di essere luogo di ritrovo, è luogo di esposizione, vetrina delle positività che una Belle Époque appena iniziata offre ai turisti oramai adusi a servirsi del treno per venire in visita d’Oltralpe sul lago. In quel 1904, Luino ha bisogno di un Kursaal: il borgo si è definitivamente svegliato, ed è  – con la sua grande “stazione internazionale di prima classe” – punto di raccordo – ancor più che ai tempi di Casanova, o di Turner, o di mille altri viaggiatori oscuri, senza fama e senza nome – e punto di esperienza: esperienza d’un lago, che congiunge d’un canto al Sempione, alle Isole Borromee, dall’altro a Locarno, a Bellinzona con facile strada; punto di esperienza per chi invece miri a pregustare l’entroterra, con i tracciati verso Lugano, Varese, e da là le metropoli della piana lombarda. E finalmente, esperienza di una nuova era, che a Luino, come a Intra, si sta manifestando con sicurezza e vivacità. Lo sanno i tycoons confederati, Hussy Steiner Bodmer Gelpke Walty Stehli che hanno compreso immediatamente come a Luino possa fiorire una industria nuova, efficace; Luino è una piccola Svizzera, ordinata, efficace ed efficiente, strutturata, interconnessa tramite le vie d’acqua e di ferro.
In quel primo Novecento così positivo, dimenticati per quanto possibile i tristi fatti del ’98, i luinesi si sentono proiettati verso il mondo nuovo che dopo le incertezze del pieno Ottocento si sta formando. E a Luino è proprio il Kursaal ad assumere – forse più del Teatro Sociale o di altri punti di aggregazione e di ricreazione – nelle linee eleganti regalategli dal suo architetto, il ruolo di simbolo di quella nuova era. La prima Guerra Mondiale è ancora lontana, e alla società luinese che si ritrova a danzare sulla terrazza al fremito di una inverna gentile guardando con ottimismo al futuro, sono ancora sconosciute le ferite che due terribili conflitti infliggeranno all’Europa e al mondo intero.
[Fra.Mal.]

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